Il Filo che Non si Spezza: Bonetti e Avati, una relazione che resiste al tempo
Massimo Bonetti torna a raccontarsi con la sincerità e la profondità che lo contraddistinguono, ripercorrendo un legame artistico e umano che dura da quasi quarant’anni con Pupi Avati. Dal debutto in Ultimo Minuto nel 1987 fino al set della nuova serie Gotico Padano, Bonetti attraversa ricordi, impressioni e aneddoti che rivelano non solo la grandezza del regista, ma anche la forza di un rapporto fraterno cresciuto film dopo film. In queste risposte emerge l’attore, l’uomo e il professionista che ha trovato in Avati una guida, una costante e un punto di riferimento, e che oggi vive con entusiasmo un nuovo ruolo, un nuovo set e una collaborazione familiare che arricchisce ulteriormente la poetica “avatiana”. Puoi raccontarci il momento in cui Pupi Avati ti ha scelto o ti ha notato per la prima volta? Era il 1987 quando fui notato e scelto per il film Ultimo Minuto in cui interpretavo Emilio Boschi, un calciatore, insieme a Ugo Tognazzi, Elena Sofi a R icci e Diego Abatantu ono. Era davv...

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