Antonio Marsico: Oltre lo Specchio...Cronache dal Mondo dei Burattini di Vetro (prima parte)

 


Un viaggio ai confini della realtà attraverso le parole di chi ha sbirciato dietro il sipario del potere globale.

C'è un momento, nei pomeriggi in cui la luce batte obliqua sui palazzi delle istituzioni, in cui la realtà sembra cedere di schianto, come una vecchia pellicola cinematografica bucata nel bel mezzo di una proiezione. È in uno di questi pomeriggi che ho incontrato Antonio, un uomo che ha speso anni tra i corridoi ovattati della politica ufficiale, prima di accorgersi che le porte dietro cui si decidevano le sorti del paese non davano su uffici ministeriali, ma su una gigantesca sala di controllo.

Il Grande Teatro delle Ombre

"Quello che vedete sui teleschermi non è il mondo," esordisce Antonio, fissando una tazza di caffè che ormai si è freddata. "È un ologramma collettivo. Una sceneggiatura scritta a più mani da una regia occulta che siede nei salotti buoni di mezza Europa e d'oltreoceano."

Secondo la sua testimonianza, ci troviamo all'interno di una gigantesca macchina scenica. Ogni crisi, ogni titolo di giornale allarmante, ogni provvedimento presentato come "salvifico" farebbe parte di un unico, mastodontico copione.


"Ci vendono il veleno in bottigliette etichettate come elisir di lunga vita," racconta con un sorriso amaro. "I carnefici indossano abiti sartoriali e sorridono dai manifesti elettorali, spacciandosi per i nostri unici difensori contro un nemico invisibile che loro stessi hanno evocato nei laboratori della propaganda."

La Danza sul Baratro

Il quadro che emerge dalle sue parole ha i toni foschi di un racconto di fantascienza sociale alla Philip K. Dick. Il paese non sta semplicemente affrontando una fase di crisi economica o sociale: sta arrancando, trascinato a forza verso un baratro invisibile, un orlo oltre il quale la sovranità dei cittadini svanirà del tutto, dissolta nel nulla digitale.

Eppure, la popolazione continua a marciare festosa, applaudendo i propri aguzzini. È qui che l'intervista sfiora i confini del fantastico: Antonio descrive una popolazione ipnotizzata da frequenze sottili, fatte di distrazioni di massa, di urgenze costruite a tavolino e di polarizzazioni fittizie create solo per impedire agli sguardi di incrociarsi e di vedere la verità.

Svegliarsi nel Fuori-Scena

"La verità fa paura," conclude Antonio mentre la stanza si tinge del grigio della sera. "Perché accettare che il salvatore sia in realtà il carceriere significa dover fare a meno delle proprie certezze. Significa accettare di essere stati, finora, solo spettatori inconsapevoli di un circo a cielo aperto."

Mentre lo saluto e torno a camminare tra le strade illuminate a giorno della città, mi viene da domandarmi se le luci dei lampioni siano davvero lampioni o soltanto i pixel di un cielo artificiale, cucito su misura per non farci mai vedere le stelle.


Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa
Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita
Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP
Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa



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